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Querência

Querência

[…] Ma ancora più che del convincente gioco di mescolanza dei generi della finzione e del documentario, vanno soprattutto segnalati i momenti di trascendenza del film, per lo più introspettivi.

[…] La passione a tratti un po’ irresponsabile per il rodeo e il bisogno di una prospettiva di vita più costruttiva si profilano come i poli che descrivono il dramma interiore di Marcelo, nel momento di una svolta.

Questo splendido film di Helvécio Marins Jr. mantiene fisso il suo sguardo documentario sul mondo del rodeo nella regione di Minas Gerais in Brasile. Se da una parte al realismo descrittivo si sovrappone costantemente un atteggiamento contemplativo, che ci permette di fare un’esperienza immersiva in un ambiente dominato dai buoi Nelore, dall’altra la narrazione filmica si sviluppa nel registro poliziesco. Infatti, il protagonista assoluto di Querência, Marcelo (Di Souza), lo scopriamo appena dopo la perdita di tutto il suo bestiame a seguito di una razzia notturna dalle proporzioni colossali. Nonostante la postura apparentemente passiva di Marcelo, prende piede una vera e propria inchiesta alla ricerca degli sfacciati responsabili.

Attorno a questo doppio fuoco contemplativo e inquisitivo, la prospettiva del film accoglie nella sua visione periferica il gruppo di amici di Marcelo – che non è solo allevatore ma presentatore affermato di rodeo –, il suo silenzioso datore di lavoro, la sorella che vive in città e ci dà l’occasione di misurare la distanza sociale ed economica tra la campagna e le zone urbane. Particolarmente grazie a quest’ultima, il paesaggio naturale e umano della campagna sembra assimilarsi alla realtà animale dei bovini in un unico ritratto di ruvidità e silenzio, ma anche passione e dolcezza, ben rappresentato dall’espressione immutabile di Marcelo, uomo insieme mite e testardo. Querência è un affresco variegato dove ritratto (di Marcelo) e paesaggio (della zona dell’Urucuia) si compongono grazie al mirabile lavoro di Thelmo Churro, il talentuosissimo montatore del film.

Il realismo documentario di Marins è impreziosito da un bel lavoro di casting, che ci propone attori non professionisti di grande presenza scenica – complice probabilmente la passione per il rodeo con il suo cuore teatrale, anche ben espresso dalla preparazione di spassosi testi in rima. Ma ancora più che del convincente gioco di mescolanza dei generi della finzione e del documentario, vanno soprattutto segnalati i momenti di trascendenza del film, per lo più introspettivi, come la scena notturna della razzia – tanto più forte quanto più la camera si tiene a distanza dall’azione – oppure la scena dell’ammissione da parte di Marcelo del suo primo innamoramento. Questi momenti sono accompagnati dall’emergenza di una pista sonora estremamente sensibile, di cui sono responsabili il duo O Grivo (Nelson Soares e Marcos Moreira). Grazie a questo accompagnamento risulta vertiginoso, ad esempio, l’accostamento del focus sulla ragazza di cui è innamorato Marcelo con la rivelazione del responsabile della razzia.

Questa sottolineatura sonora e questo preciso accostamento tra ritorno del trauma e superamento attraverso l’innamoramento non solo schiaccia emozioni negative e positive (rancore e desiderio), ma ci introduce al tema di fondo del film, che si potrebbe riassumere nel dramma di un tardivo coming-of-age. La passione a tratti un po’ irresponsabile per il rodeo e il bisogno di una prospettiva di vita più costruttiva si profilano come i poli che descrivono il dramma interiore di Marcelo, nel momento di una svolta. Il confronto risolutivo con il responsabile della razzia, allora, costituisce tanto una vittoria contro il torto subito quanto, più profondamente, l’occasione di una cocente delusione, dal momento che il nemico si rivela essere nient’altro che uno degli “eroi” del mondo del rodeo in cui Marcelo tanto crede.

Nonostante tutto ciò, l’esito della vicenda di Marcelo non lo vedrà certo lontano dai suoi buoi, dal suo rodeo. Ma sarà certamente cambiato qualcosa dentro, nel suo animo: una svolta esistenziale. Querência è un film carsico, che si apre costantemente verso l’interiorità dell’animo umano. Come lo dice la parola difficilmente traducibile, si tratta di un desiderio di casa, di sicurezza: termine tecnico per individuare la postazione nell’arena in cui il bue si sente inespugnabile, la “querência” è un luogo pericoloso per chi osa disturbarlo, un luogo di difesa, di certezze; ma è anche un radicamento essenziale (essencia) alla terra che vive in costante tensione con l’essenza centrifuga del desiderio (querer).

 

First published: February 08, 2020

Querência | Film | Helvécio Marins Jr. | BRA 2019 | 89’ | Black Movie Geneva 2020

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