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Happy Winter

Con il suo documentario Giovanni Totaro ci immerge nel microcosmo della spiaggia di Mondello, vicino Palermo, più precisamente in uno stabilimento balneare dove più persone rinnovano l’affitto di una serie di casette da spiaggia. Scopriamo così un mondo dove regna la familiarità a cavallo tra la vita cittadina e la vacanza. Infatti, quello di Happy Winter è il mondo della “villeggiatura”, un’oasi di lunga durata, tradizionalmente coincidente con l’intero arco dell’estate, un mondo in cui il tempo è come sospeso. Una nozione ormai desueta, quella di “villeggiatura”, considerati i nuovi ritmi lavorativi, se non fosse per spazi “semi-urbani” come appunto Mondello.

Il microcosmo racconta allora del macrocosmo Italia: un fazzoletto di spiaggia finissima riassume quel miscuglio di vita collettiva e individualismo che costituisce l’essenza della società italiana contemporanea, tra rabbia e speranze, arte di arrangiarsi e indolenza. Totaro riesce a coordinare in una sola narrazione più registri, da quello umano e privato a quello politico, con un’acuta capacità di osservazione che lascia trapelare una strutturazione sociale ancora abbastanza classista. Per questa composizione di grande ricchezza tematica va particolarmente lodato l’eccellente montaggio di Andrea Maguolo, che riesce a seguire l’andamento dell’estate con il giusto equilibrio tra momenti di riflessione e picchi emotivi – a cui contribuisce una mobilitazione intelligente della musica pop italiana.

Particolarmente interessante è notare come il macrocosmo Italia che esprime il microcosmo Mondello ha alla fine ancora le sembianze di un microcosmo, perché l’immaginazione dei “protagonisti” sembra rimanere bloccata da una miopia cronica che fa sistematicamente trionfare il particolare sull’universale. Dinanzi abbiamo una famiglia allargata che è incapace di diventare comunità, malgrado l’esuberante vitalità dei singoli personaggi che, appunto, restano singoli. Nonostante la sua forza esemplare, la documentazione di Giovanni Totaro colpisce anche per la sostanziale assenza delle nuove generazioni, schiacciate da una generazione di mezza età che si mostra e si dimostra l’unica in grado di trasmettere positività, per quanto spesso sotto forma di esagerato protagonismo e comunque imprigionata da un radicatissimo fatalismo. (GDS)

 

First published: October 05, 2018

Happy Winter | Film | Giovanni Totaro | IT 2017 | 91’ | Visions du réel 2018, ZFF 2018

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