article img

Italia-Germania

[…] Italia-Germania è ormai sempre una sorta di meta-partita, la ripresa di un discorso lungo quanto la storia del calcio, iscritto nell’identità di ogni tifoso. Un po’ come assistere a un remake di «Casablanca», o all’ultimo episodio di «Star Wars».

[…] «È meglio un film di Hitchcock alla televisione o una partita di calcio al cinema?». La domanda è legittima. Se il film sembra aver perso la sala cinematografica, l’esperienza della Gare du Nord ci richiama alle virtù pubbliche del cinema, che pure sa innovarsi in una versione multischermo.

Nel dibattito sulle forme di ricezione del film e sulla più autentica esperienza cinematografica circola la domanda: «È meglio un film di Hitchcock alla televisione o una partita di calcio al cinema?». La domanda è provocatoria, ma in realtà scopriamo che va presa sul serio, visto che le statistiche collocano il cinema classico di fatto al di fuori delle sale cinematografiche, e visto che il calcio costituisce ormai una delle forme più compiute di spettacolo. A questo proposito, assistere a una partita degli Europei alla Gare du Nord a Basilea è certamente una sorta di prova del nove, oltre a permetterci di vivere una forma di ricezione ancora più complessa.

Ci troviamo nella vecchia sala d’attesa della stazione tedesca di Basilea, ormai trasformata in un salone-bar già conosciuto per la proiezione delle partite di calcio. È occupata dalla proiezione anche la sala adiacente, uno splendido teatro dall’acustica perfetta, centro di fama per le esecuzioni di musica contemporanea. Bruno Zihlmann, personnagio intelligente ed esuberante, ha contaminato con la sua passione tutti gli spazi, letteralmente tappezzando le superfici di schermi e proiezioni. Se fossimo nei giorni di Art Basel si potrebbe pensare di avere a che fare con un’installazione artistica, dove lo schermo si adatta all’uomo, e non l’uomo allo schermo. Perché dalle toilette allo stand esterno dei Bratwurst nella nostra visuale è costantemente a disposizione uno schermo.

Italia-Germania. La sala è gremita, seduti, in piedi, con i boccali di birra sollevati, le bandiere, a gruppi, qualche coro improvvisato, il fremito dell’attesa. Pare fosse esattamente questa la partecipazione del pubblico alle prime proiezioni cinematografiche negli anni Dieci e Venti. La frontiera tedesca è a dieci metri, giusto dietro il muro con la grande proiezione, ma il pubblico è maggioritariamente italiano, senza ombra di dubbio. La partita è tattica, poco brillante, a tratti noiosa, ma il peso della storia – calcistica, beninteso – è talmente importante da rendere subito leggendaria ogni azione. Italia-Germania è ormai sempre una sorta di meta-partita, la ripresa di un discorso lungo quanto la storia del calcio, iscritto nell’identità di ogni tifoso. Un po’ come assistere a un remake di Casablanca, o all’ultimo episodio di Star Wars.

Cosa manca a questo spettacolo per essere cinema al 100%? La suspense, la narrazione, la voce off, l’azione, la trama, gli eroi, i novanta minuti, non manca niente rispetto a un film classico, che si tratti di un thriller, di un film di azione, o persino di un western, considerata la polarizzazione naturale tra buoni e cattivi. In un certo senso, persino il crimine, cuore pulsante del cinema, sembra tradursi nel goal degli avversari, in questo caso quello dei tedeschi, che in realtà arriva a metà del secondo tempo a suggellare il dominio della squadra tedesca. L’Italia brillante che ha eliminato la Spagna non si è vista, stasera, ma dopo questo goal ritrova la capacità di reazione, divenendo infine pericolosa e guadagnando un rigore. Il goal di Bonucci sembra il riscatto dell’eroe del nostro film.

Il pubblico vive gli spasimi della paura e della speranza. E i tempi supplementari alzano il livello di adrenalina, proprio come nel finale di un film di azione, quando ci si aspetta da un momento all’altro il colpo di scena che risolve il dramma. Niente, si va ai rigori, al faccia a faccia, al duello finale tra Buffon e Neuer, e non si può non pensare alle scene di duello che Sergio Leone è stato capace di immortalare. Quando la fortuna pende dal lato italiano, la sala si infiamma, divenendo stadio, e lo schermo realtà. Già immagino l’apoteosi della vittoria, che so essere esaltata, qui alla Gare du Nord, dalla diffusione della versione orchestrale dell’inno italiano – che una volta mi stupì per l’eccezionale partecipazione canora del pubblico, fatto per lo più di seconde e terze generazioni di migranti italiani... No, lo spettacolo finisce invece nella gioia tedesca, coi tifosi che si disperdono rapidamente, con il nostro eroe che muore pugnalato alle spalle.

«È meglio un film di Hitchcock alla televisione o una partita di calcio al cinema?». La domanda è legittima. Se il film sembra aver perso la sala cinematografica, l’esperienza della Gare du Nord ci richiama alle virtù pubbliche del cinema, che pure sa innovarsi in una versione multischermo. Non so se una partita di calcio è un film, ma penso di poter dire che stasera sono stato al cinema…

Da segnalare il Flutlicht – Fussball Film Festival Basel – che si tiene alla Gare du Nord in gennaio e propone una scelta di film che ruotano attorno al calcio.

Text: Giuseppe Di Salvatore

First published: July 06, 2016

Italia-Germania | Campionato europeo di calcio 2016 | Gare du Nord, Basel


Bar Gare du Nord

Explore more

Newsletter Subscription

Subscribe to our newsletter and stay in touch